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CENNI STORICI
Non c'è dubbio che il territorio ora
occupato da Calangianus anche in epoca Preistorica sia stato occupato
dall'uomo. Al 2000 a.c. la presenza dell'uomo nuragico può essere
attestato nelle grotte di Monti Bianco e Li Conchi. Fra il 1500 e il
1000 a.c. si fanno risalire i Nuraghi Agnu Monti di Deu Laicheddu,
Casteddu, Pulghatoriu, Pastinacciu, S. Leonardo, che ad eccezione dei
primi tre furono lentamente distrutti dall'incuria dell'uomo.
A questo periodo in quella zona che
una contemporanea archeologa individua segni di vita quasi paragonabili
ad un insieme di villaggi nei pressi di Monti di Deu, appartiene la
tomba dei giganti in zona "Pascaredda" e la fontana nuragica di"Li
Paladini".
Di età romana invece abbiamo qualche
traccia nei toponimi e si può registrare anche nella stessa
senominazione di Calangianus.
Il
primo documento storico nel quale appare il nome di "Calegnano" risale
al Medioevo (1162). Firmato dal Papa Alessandro III.
La notizia sicura si ha in un
documento Aragonese che si rifà a un elenco fiscale Pisano compreso fra
il 1320 e 1323 ove la Villa Calanjanus era situata nella curatoria di
Gemini, l'attuale Tempio. A questa curatoria del Giudicato di Gallura
facevano capo anche le attuali Tempio, Aggius, Bortigiadas, Luras,
Nuchis, e due centri scomparsi.
Con il passare dei secoli Calangianus
incrementava anche da apporti demografici provenienti da centri costieri
abbandonati dalla popolazione per attacchi dei pirati, per epidemie,
crebbe di numero. Segno di tale apporto la cura con cui ogni anno una
parte della popolazione il 24 giugno raggiunge la località di S.
Giovanni de Liscia ove una chiesetta per tradizione è ritenuta la chiesa
attorno a cui sorgeva un antico villaggio patria di una fetta della
nostra popolazione. Del resto nel 1557 al pittore Andrea Lussu qualcuno
commissiona la magnifica pala dell'assunzione in cui ai piedi
dell'assunta abbiamo la nuova padrona S.Giusta e l'antico patrono del
villaggio rivierasco S.Giovannni.
Nel 1705 fu costruito il Convento dei
padri Cappuccini che diede per 150 anni un grande contributo nel aiutare
la popolazione a dirimere le varie liti, al suo interno funzionò qualche
scuola e alcuni giovani affascinati dagli ideali di S.Francesco
diventarono famosi nell'ordine e nella società del tempo ( padre
Antonio, padre Tomaso).
Nicolò Ferracciu (1815-1892) fu
ministro della marina e ministro guardasigilli sotto il governo De
Petris fu per lunghi anni vicepresidente della Camera dei Deputati.
Padre Bonaventura (1831-1916), frate
capuccino ministro provinciale dell'ordine, si distinse come grande
mecenate per la chiesa Parrocchiale del suo paese, diede impulso
all'agricoltura adottando razionali sistemi di cultura, costruì fuori
del paese la famosa villa "Vignaredda"
Marco Corda (1883-1915) pioniere
industria sugheriera, proprietario del primo stabilimento per la
lavorazione del sughero.
Nel 1900 Calangianus fu interessata ad
un grande restauro, la parrocchiale di S.Giusta venne abbellita dalle
pitture di Antonio Dovera, dalle sculture di Lorenzo Caprino.

Santa
Giusta
(m 518 slm; ab. 4661)
Via Roma, 4
Tel. 079 660218
Parroco: Don Giuseppe Inzaina
Costituisce un complesso monumentale insieme alle chiese di Santa
Croce e del Rosario. Probabilmente edificata già nel XVI
secolo, fu consacrata ufficialmente dal vescovo di Ampurias e Civita
monsignor Vico nel 1738, come risulta da un'incisione su
lastra di lavagna collocata originariamente sopra la porta della
sacristia.
Mononavata con cappelle laterali e volta a botte, è stata interamente
affrescata in modo apprezzabile, nel novecento, dal Dovera. Negli
anni sessanta del XX secolo, si è proceduto all'avanzamento della
facciata in granito, con conseguente eliminazione della scalinata
d'accesso.
Il primo documento custodito nell'archivio è datato al 1602. Tra
le opere d'arte sono degni di nota il pulpito e l'altare
di Lorenzo Caprino ('900); l'organo a canne
settecentesco, restaurato in modo non impeccabile nel 1989, e
diversi paramenti sacri in raso e oro.
La festa liturgica, in onore della santa titolare, si celebra il 14
maggio; l'altra festa è alla terza domenica di settembre.
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ALCUNE
INFORMAZIONI SUI PRINCIPALI MONUMENTI
CHIESA DI S. MARIA DEGLI ANGELI
Terminata nel 1705 fu
officiata dall'ordine Francescano fino al 7 Luglio 1886. AI suo
interno si possono ammirare due altari laterali con dipinti, il
coro ligneo e soprattutto l'altare maggiore con stucchi e
statue. L'annesso convento secentesco presenta un caratteristico
chiostro sul quale si affaccia un porticato. AI centro del
cortile si può ammirare il piccolo pozzo tipico dei conventi
dell'epoca.AI pianterreno, attraverso angusti e lunghi corridoi,
si può accedere alle vecchie celle dei frati. I locali
superiori, molto ampi, sono oggi sede di numerose manifestazioni
culturali Completano la struttura un auditorio e un anfiteatro
all'aperto.

IN GIRO PER IL PAESE
Iniziamo il percorso dalla
zona bassa del cimitero che, attraverso un viale di cipressi, ci
conduce alla chiesa di Santa Maria degli Angeli con annesso un
bel convento secentesco. Proseguendo per la centrale via Roma,
raggiungiamo la principale piazza dei paese (piazza dei Popolo)
al centro della quale, fino ad alcuni anni fa, era situato il
monumento ai caduti che ora si trova di fronte al palazzo dei
Municipio. Percorrendo via Nicolò Ferracciu,.caratterizzata
dalla pavimentazione in lastroni di granito, ci addentriamo nel
centro storico costituito da un intersecarsi di stradine,
vicoli, piazzette dove si affacciano antiche costruzioni di
pietra, in gran parte ristrutturate.Arriviamo alla parrocchia di
Santa Giusta del 1500 che, con la sua grigia e alta facciata
granitica, domina sulle case circostanti. Adiacenti ad essa
troviamo gli oratori di Santa Croce e della Madonna del Rosario
risalenti al 1600. Nella parte più vecchia dell'abitato si trova
la graziosa chiesetta di S.Anna del 1688; proseguendo per via
Mazzini, giungiamo alla "piazza della Madonnina" di fronte alla
quale sorge una fontana monumentale risalente alla fine del
1800. lungo via Olbia, possiamo ammirare un imponente portale,
denominato "Lu pultoni di lu Frati", simbolo dell'antica tenuta
del famoso fra Bonaventura (1831 -1916), grande mecenate, che
diede impulso alla vita culturale ed economica del paese.

Calangianus oggi
Il contesto socio economico in
cui vivono le famiglie che costituiscono l'utenza del nostro
Istituto è connotato dai principi e dalle crisi, dalle angoscia
e dalle speranze che agitano la società del nostro tempo in cui
i più piccoli risentono delle tensioni e degli ideali che i
genitori vivono. Se il nostro è un paese sinonimo di lavoro e di
occupazione, si deve essere altrettanto modesti nel riconoscere
che gli alunni sembrano non trarre vantaggio dall'elevato
livello economico in cui si trovano a vivere. Sempre più a
scuola demotivati, poco rispettosi, super impegnati nelle ore
extrascolastiche,risultano quasi a disagio e poco produttivi in
quel processo educativo e formativo che una normale istituzione
scolastica si trova ad assolvere.
Calangianus è un centro in cui
la vita tutto sommato è dignitosa ed esprime una certa qualità:
non ci sono quartieri o ambienti degradati, forse non ci sono
bellissime strutture sportive o giardini e parchi ma non mancano
le società sportive, le palestre, gli spazi in cui i nostri
alunni possono praticare dello sport. Non ci sono i grandi
ambiti di aggregazione con idee futuristiche ma ci sono gruppi
associazioni ecclesiali che svolgono una loro attività formativa
e caritativa, ci sono istituzioni come la banda musicale, il
coro di S.Giusta che offrono, a chi lo desidera, un
approfondimento culturale specifico.
I docenti allora, davanti ad
un quadro in cui appare evidente che mancano le giuste
motivazioni per un coinvolgimento da protagonisti da parte degli
alunni della vita scolastica, si pongono un quesito: per quale
motivo i bambini e gli adolescenti non hanno un rapporto più
proficuo con l'Istituzione scuola. E' colpa della scuola ?
senz'altro la scuola molto ancora deve fare perché è espressione
della società che continuamente cambia ma è altrettanto vero che
la scuola del nostro paese in questi anni ha lavorato e operato
per una qualificata azione di educazione e di istruzione.
Comprendendo che i docenti con
tutte le componenti scolastiche devono mettersi in discussione,
altrettanto vero deve essere che uguale atteggiamento deve
essere vissuto dai genitori visto che ormai l'azione educativa
si svolge sempre più in ore extrascolastiche e che solo una
collaborazione famiglia scuola è indispensabile nel rispetto
però delle reciproche funzioni. Gli insegnanti devono essere
degli insegnanti (meglio maestri ed educatori) ma i genitori non
devono venir meno alla loro funzione che non vuol dire
assistere passivamente alla crescita dei figli giustificandoli
in tutto e trovando limiti unicamente nell'azioni della scuola.
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